Crack FWU: Partono le prime grandi cause contro gli intermediari

Franchi Giovanni • 9 febbraio 2026

Azioni legali a Bergamo e Verona per oltre 800.000 euro: strategia alternativa alla procedura fallimentare apre le speranze per i 100.000 risparmiatori italiani coinvolti nel dissesto della compagnia lussemburghese.

A un anno dal crack della compagnia assicurativa lussemburghese FWU Life Insurance, che ha coinvolto oltre 100.000 risparmiatori italiani per circa 360 milioni di euro, partono le prime grandi cause contro gli intermediari che hanno venduto le polizze. Due i ricorsi depositati: il primo presso il Tribunale di Bergamo per conto di 5 risparmiatori bergamaschi con investimenti per oltre 643.000 euro; il secondo presso il Tribunale di Verona, per conto di 10 risparmiatori provenienti da 8 diverse province italiane con investimenti per oltre 186.000 euro. A promuovere entrambe le cause lo Studio legale Franchi di Parma, dal crac Parmalat uno dei punti di riferimento in Italia nel campo della tutela dei diritti dei risparmiatori, che a maggio aveva avviato una prima causa pilota davanti al Giudice di pace di Conegliano per portare avanti una strategia legale alternativa rispetto all’insinuazione nel fallimento della società assicurativa lussemburghese: chiedere il risarcimento integrale agli intermediari a cui la FWU si è spesso rivolta per collocare i suoi prodotti, invece di rivolgersi con poche speranze di successo alla compagnia fallita e ormai insolvente. Spiega l'avvocato Giovanni Franchi: “Il liquidatore lussemburghese nelle scorse settimane ha completato l'invio ai risparmiatori dei moduli per l'insinuazione al passivo, ma non esiste alcuna indicazione precisa né sulle tempistiche di erogazione dei rimborsi né sulle percentuali effettive di recupero. In questo scenario, quando i prodotti FWU sono stati collocati da intermediari finanziari, consigliamo ai risparmiatori di agire nei confronti di questi ultimi, denunciandone le irregolarità. Va sottolineato che si tratta di un’azione che non pregiudica in alcun modo i diritti dei nostri assistiti nella procedura concorsuale lussemburghese, sono due binari distinti”. Nel caso della causa avviata presso il Tribunale di Bergamo, l’azione è stata promossa nei confronti di A1 Life, oggi ASSTOP S.r.l. in liquidazione, intermediaria con sede a Bergamo che tra il 2009 e il 2012 aveva venduto i prodotti FWU a 5 risparmiatori bergamaschi per un valore complessivo di oltre 643.000 euro. A Verona invece il ricorso è stato depositato contro l’intermediaria scaligera OVB Consulenza Patrimoniale s.r.l. per conto di 10 risparmiatori provenienti dalle province di Treviso, Pordenone, Trieste, Venezia, Cremona, Brescia, Bolzano e Roma; qui il valore complessivo dei prodotti acquistati da OVB supera i 186.000 euro. Entrambi i ricorsi si fondano sulla natura prevalentemente finanziaria delle polizze cosiddette “unit linked” commercializzate da FWU. Come più volte riconosciuto dalla giurisprudenza, questi prodotti – le cui prestazioni sono direttamente collegate al valore di quote connesse a fondi comuni – non possono essere qualificati come vere e proprie assicurazioni sulla vita, poiché la prestazione non è legata a un evento attinente alla vita umana, ma all'andamento di parametri finanziari. Ne consegue - a parere del legale - l'applicabilità della normativa sull'intermediazione finanziaria, in particolare l'articolo 21 del Testo Unico della Finanza che impone agli intermediari di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza per servire al meglio l'interesse dei clienti, ed il regolamento Consob che richiede che le informazioni fornite siano corrette, chiare e non fuorvianti. Secondo i ricorrenti, i due intermediari convenuti avrebbero omesso di comunicare la reale situazione finanziaria del gruppo FWU e i rischi connessi all'acquisto di polizze destinate a perdere valore.


In attesa della prima udienza in tribunale (nel caso di Bergamo fissata per il prossimo 17 marzo, mentre a Verona deve ancora essere comunicata), prosegue l'iter della causa pilota promossa contro la stessa OVB davanti al Giudice di Pace di Conegliano. “E’ stata la prima azione avviata in Italia contro un intermediario per il crack FWU – spiega Franchi - Il tentativo di mediazione, richiesto dalla controparte, ha avuto esito negativo non essendosi manifestata una reale volontà conciliativa, e ora si attende la prossima udienza fissata per la metà di giugno". Sempre contro OVB lo Studio Franchi ha promosso un'azione davanti al Giudice di Pace di Parma per conto di 2 piccoli risparmiatori: la prima udienza si terrà il 19 febbraio.




Parma, 5 febbraio 2026 


Giovanni Franchi è uno degli avvocati di riferimento in Italia nel campo della tutela dei diritti dei consumatori. In questi anni si è distinto soprattutto per il suo impegno nella tutela delle famiglie dei malati Alzheimer ricoverati nelle RSA e dei risparmiatori vittime di casi di “risparmio tradito”, dallo scandalo Parmalat al recentissimo crac FWU. L’avvocato Franchi vive e lavora a Parma ed è Presidente della Sezione Emilia-Romagna della associazione Konsumer Italia, primaria associazione per la difesa dei diritti dei consumatori.


Per info: mediarelationsmm@gmail.com

Autore: Franchi Giovanni • 1 luglio 2026
𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢: «𝐋𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚»
Autore: Franchi Giovanni • 5 novembre 2025
Milano - Nuova ed importante sentenza a Milano sul tema sempre più esplosivo dei malati di Alzheimer ricoverati nelle RSA. Dopo le recenti pronunce della Cassazione e della Corte di Appello di Milano, che hanno riconosciuto il diritto per queste persone di non pagare le rette, la questione è diventata infatti un’emergenza nazionale, riguardando oltre 1 milione di famiglie e una spesa annua superiore ai 10 miliardi che secondo le ultime sentenze dovrebbero essere interamente a carico del Servizio Sanitario. E’ in questo contesto che nei giorni scorsi il Tribunale del capoluogo lombardo, spesso pronunciatosi a sfavore delle famiglie dei malati in casi analoghi, ha deciso di revocare un decreto ingiuntivo che il colosso della assistenza privata Kos Care s.r.l. aveva ottenuto nei confronti del nipote di una anziana signora malata di Alzheimer e ricoverata in una delle RSA gestite dalla società. La vicenda oggetto della decisione riguarda il caso di una anziana donna da Alzheimer e demenza senile, ricoverata presso la RSA “Residenza Anni Azzurri San Sisto” e nel frattempo venuta a mancare. Il decreto ingiuntivo emesso dallo stesso Tribunale di Milano su richiesta della Kos Care nei confronti del nipote della signora, obbligato in solido, riguardava il pagamento di 15.200 euro di rette (oltre a interessi e spese legali) che il nipote aveva deciso di non corrispondere su consiglio del suo legale Giovanni Franchi, avvocato di riferimento in questa materia (suoi tutti gli ultimi casi che hanno portato alle recenti decisioni in Cassazione). Il Tribunale di Milano, al quale lo Studio Franchi si è rivolto per opporsi al decreto ingiuntivo, ha deciso di revocare il proprio provvedimento, accogliendo l’eccezione d’incompetenza per territorio avanzata dal legale. La richiesta del decreto ingiuntivo, infatti, applicandosi al caso il Codice del Consumo, avrebbe dovuto essere presentata dalla Kos Care non a Milano, ma a Bergamo dove il nipote della signora scomparsa risiede, in applicazione del principio secondo cui nelle controversie riguardanti i consumatori (come è qualificato il nipote) la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui il consumatore risiede o ha domicilio. “Al di là della questione della competenza territoriale, di tratta di una sentenza importantissima – ha dichiarato l’avvocato Giovanni Franchi, che è anche presidente per l’Emilia Romagna di Konsumer Italia – che conferma, questa volta già in primo grado, l’orientamento prevalente della giurisprudenza italiana, secondo cui nulla è dovuto dai malati di Alzheimer e dai parenti che si sono obbligati per loro, quando questi nelle RSA hanno bisogno di trattamenti sanitari connessi alle prestazioni assistenziali” La sentenza riveste una rilevanza particolare in una materia che sta diventando ogni giorno più divisiva, colpendo una parte debole della popolazione ma anche ponendo un tema di politica sanitaria di cui non al momento si vede la soluzione. In assenza di una normativa specifica, infatti, oggi un cittadino che vuole far valere i suoi diritti deve necessariamente rivolgersi a un giudice; dall'altra parte, le RSA si sentono sotto assedio e rendono sempre più difficile l'accesso; sullo sfondo il sistema sanitario pubblico, in un palleggio tra ASL e Regioni (i soggetti in ultima analisi chiamati dai giudici a pagare i conti delle RSA) e lo Stato centrale, che si interroga su come risolvere una questione resa ormai patologica dall'età media della popolazione italiana e dalla altissima penetrazione in questa fascia demografica di patologie come Alzheimer e demenza senile. Il recente tentativo della Lega di fare approvare in Senato un disegno di legge che cancellava anni di battaglie legali a favore delle famiglie è naufragato in commissione Bilancio, e da allora tutto è fermo. Giovanni Franchi è uno degli avvocati di riferimento in Italia nel campo della tutela dei diritti dei consumatori. In questi anni si è distinto soprattutto per il suo impegno nella tutela delle famiglie di persone affette da Alzheimer e dei risparmiatori vittime di casi di “risparmio tradito”, dallo scandalo Parmalat al recentissimo crac FWU. L’avvocato Franchi vive e lavora a Parma ed è Presidente della Sezione Emilia-Romagna della associazione Konsumer Italia, primaria associazione per la difesa dei diritti dei consumatori. Per info: mediarelationsmm@gmail.com
Autore: Franchi Giovanni • 15 luglio 2025
Nuova importantissima vittoria legale per le migliaia di malati di Alzheimer ricoverati nelle RSA e per le loro famiglie. La Corte d'Appello di Milano ha infatti ribaltato la decisione presa in primo grado dal Tribunale di Milano, annullando una sentenza che aveva obbligato un cittadino lombardo assistito dall’avvocato consumerista Giovanni Franchi al pagamento della retta di ricovero presso una struttura sociosanitaria per la madre malata di demenza senile. Si conferma così la linea giurisprudenziale espressa dalla Suprema Corte di Cassazione che in un caso analogo promosso dallo stesso legale esattamente un anno fa aveva stabilito che, quando in una struttura socioassistenziale sono necessarie prestazione sanitarie collegate alla patologia, è l’azienda sanitaria che deve farsi carico della retta della RSA. Ricordiamo che in Italia i malati di Alzheimer sono oltre un milione. La decisione della Corte d’appello di Milano assume una rilevanza particolare in questo momento storico, perché a seguito della pronuncia della Cassazione del 2024, la questione delle rette dei malati di Alzheimer nelle RSA è diventata un vero caso nazionale. Dopo la sentenza della Suprema Corte è successo infatti che centinaia di famiglie di malati di Alzheimer ricoverati in RSA si sono rivolte ai tribunali di tutta Italia per vedere riconosciuti i loro diritti, provocando la reazione delle strutture che - come denunciato da diverse associazioni - in alcuni casi hanno reso più difficile l’accesso alle strutture. E’ emersa così la vera dimensione del problema, non solo umana e sociale ma anche economica: un mese di retta costa ad una famiglia circa 2.000 euro, tantissimo, ma d’altra si parte si è stimato che se il Sistema Sanitario Nazionale si dovesse fare interamente carico dei costi di ricovero in RSA di tutti malati di Alzheimer e demenza la spesa totale supererebbe i 10 miliardi annui. Sulla questione, a marzo, è stato presentato dalla maggioranza in Senato un emendamento “salva-RSA” che rimetteva parzialmente a carico dei cittadini il costo delle rette, ma il provvedimento dopo essere stato approvato in Commissione Sanità è stato bocciato dalla Commissione Bilancio. “L’esigenza di una norma che regoli in modo equo la materia resta, anche perché non è giusto che le famiglie per vedere riconosciuto quello che è ormai un loro diritto devono fare una causa, sostenendone i rischi ed i costi”, ha dichiarato l’avvocato Franchi che è anche presidente dell’associazione di tutela Konsumer Emilia-Romagna. La controversia su cui si è pronunciata la Corte d’Appello milanese aveva avuto origine dalla richiesta di pagamento di una somma di oltre 26.000 euro avanzata dalla Fondazione Benefattori Cremaschi nei confronti di un cittadino lombardo per il ricovero nella loro struttura della anziana madre, affetta da demenza senile e altre gravi patologie. A fronte della richiesta, la famiglia, con il supporto legale dell’avvocato Franchi aveva però citato la RSA davanti al Tribunale Ordinario di Milano, chiedendo di dichiarare nullo l'impegno assunto a pagare la retta di ricovero della madre. I giudici di primo grado avevano però ignorato i motivi presentati e respinto la domanda, ritenendo che le prestazioni erogate non integrassero i requisiti per la gratuità prevista dalla normativa sanitaria. L’orientamento del Tribunale è stato però respinto dai colleghi della Corte D’Appello a cui la famiglia era ricorsa e che hanno stabilito che nulla è dovuto per il ricovero della anziana signora poiché le prestazioni a lei erogate erano di natura sanitaria e dovevano essere classificate come "prestazioni socio sanitarie a elevata integrazione sanitaria", quindi completamente gratuite e a carico del Servizio Sanitario Regionale, secondo il principio affermato dalla Cassazione. I giudici hanno condannato la Fondazione Benefattori Cremaschi al rimborso della metà delle spese processuali per entrambi i gradi di giudizio. Parma, 11 luglio 2025 Giovanni Franchi è uno degli avvocati di riferimento in Italia nel campo della tutela dei diritti dei consumatori. In questi anni si è distinto soprattutto per il suo impegno nella tutela delle famiglie di persone affette da Alzheimer e dei risparmiatori vittime di casi di “risparmio tradito”, dallo scandalo Parmalat al recentissimo crac FWU. L’avvocato Franchi vive e lavora a Parma ed è Presidente della Sezione Emilia-Romagna della associazione Konsumer Italia, primaria associazione per la difesa dei diritti dei consumatori. Per info: mediarelationsmm@gmail.com
6 giugno 2025
COMUNICATO STAMPA PRIMA CAUSA PER IL CRACK FWU: SPERANZE PER I RISPARMIATORI ITALIANI Avviata un'azione legale contro l'intermediario finanziario che ha venduto le polizze, si aprono nuove prospettive per oltre 100.000 investitori coinvolti
Autore: Franchi Giovanni • 4 febbraio 2025
Fallimento FWU Life Insurance Lux SA, oltre 100.000 gli italiani coinvolti. Per Konsumer E.R. possibilità di recupero del capitale per chi ha sottoscritto le polizze con un intermediario finanziario 
Autore: Franchi Giovanni • 4 febbraio 2025
Sentenza decisiva per le famiglie dei malati di Alzheimer e demenza Il Tribunale di Castrovillari: le rette delle RSA sono a carico del SSN Una decisione che potrebbe avere effetti per oltre 1.2 milioni di malati e 3 milioni di persone che in Italia sono quotidianamente coinvolte nella loro assistenza.
Autore: Franchi Giovanni • 4 febbraio 2025
Il fallimento della FWU Life Insurance Lux S.A. e le implicazioni per i risparmiatori italiani
Stop al pagamento delle rette RSA per i malati di Alzheimer
Autore: Franchi Giovanni • 3 febbraio 2025
𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐬𝐭𝐨𝐩 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐑𝐒𝐀 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐳𝐡𝐞𝐢𝐦𝐞𝐫. 𝐃𝐨𝐩𝐨 𝟔 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢, 𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚 “𝐎𝐫𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞, 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝟏 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢”