𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗽𝗼𝘀𝗼 𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗹’𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗮, 𝗺𝗮 𝗖𝗶𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗶 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲: 𝗿𝗲𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝘁𝗲
𝐴𝑙𝑏𝑢𝑔𝑛𝑎𝑛𝑜: 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑙’𝑎𝑔𝑔𝑟𝑎𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑅𝑠𝑎
Dimissioni revocate per Maria Pia Zefola, la pensionata affetta da Alzheimer dal 2017, che dal primo settembre rischiava di dover lasciare la casa di cura di Albugnano, in provincia di Asti scelta dalla famiglia per fare fronte al peggioramento delle sue condizioni di salute.
𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒆𝒔𝒔𝒐
La sua storia era stata raccontata nel luglio scorso da La Stampa dopo la segnalazione al giornale da parte della figlia della donna, Francesca Lamanuzzi. Un caso che aveva destando subito l’attenzione del presidente della Regione, Alberto Cirio, che ne aveva parlato a margine di una conferenza sulle Rsa.
«Abbiamo seguito e stiamo seguendo il caso di Maria Pia Zefola – commenta Cirio alla notizia della revoca delle dimissioni – Si tratta di un caso emblematico, che è stato da stimolo per la Regione per pensare ad una misura ad hoc che consenta di intervenire nei casi più gravi di Alzheimer».
E aggiunge: «Non possiamo lasciare sole le famiglie che si trovano a vivere situazioni già difficili. Per cui è vero che non possiamo eliminare il dolore dei malati e delle loro famiglie, ma possiamo almeno ridurre il disagio legato alle esigenze di cura. Il caso di Maria Pia Zefola, in tal senso, è stato utile per porre il problema e aprire in Regione un ragionamento su un tema delicato come l’Alzheimer, che necessita di tutta l’attenzione possibile. Conto di presentare la nuova misura entro la fine dell’anno».
Maria Pia Zefola, 67 anni e residente a Buttigliera, è malata dal 2017. Da settembre 2024 è ricoverata in una casa di riposo di Albugnano. «Dal 2017 malattia di mia mamma è progredita in modo costante e oggi è invalida al cento per cento – spiega la figlia – L’Alzheimer è di grado severo e lei richiede un’assistenza continua e totale: non ci riconosce più, non riesce a vestirsi, mangiare, muoversi, lavarsi in autonomia».
𝑳𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂
Un aggravamento importante, ora riconosciuto anche dalla commissione che nel mese di agosto si è occupata della rivalutazione sanitaria. «È stata riconosciuta una situazione sanitaria di livello urgente – precisa Lamanuzzi - A seguito di questa urgenza la Rsa ci ha comunicato che avrebbe revocato le dimissioni, fissate al primo settembre: mia madre resta dunque nella Rsa di Albugnano».
Resta però irrisolta la questione relativa alle rette: a chi spetta il costo del mantenimento di un malato di Alzheimer ricoverato in una Rsa? Una domanda che resta aperta e che vede ancora la famiglia di Maria Pia Zefola in prima linea con il supporto legale di Giovanni Franchi, avvocato del Foro di Parma, che da tempo si occupa del risarcimento delle rette pagate e non dovute dai malati di Alzheimer.
«Andremo però avanti con la causa per vedere riconosciuto un diritto – commenta Lamanuzzi - Ci sono sentenze che affermano che chi è malato di Alzheimer non deve pagare niente e che tutto deve essere a carico dell’Asl. La retta è infatti divisa in due parti, metà sanitaria e metà alberghiera, ma nei casi di Alzheimer grave queste due parti non si possono più scindere perché il malato è del tutto non autosufficiente. Se una persona non può mangiare da sola né lavarsi o vestirsi allora anche la parte alberghiera diventa sanitaria e l’Asl deve pagare tutto. Mia madre richiede un’assistenza continua e totale: non ci riconosce più, non riesce più a vestirsi né a mangiare, muoversi e lavarsi in autonomia. Per questo siamo decisi ad andare avanti con la richiesta».
Fonte: La Stampa
https://www.lastampa.it/.../casa_riposo_caccia_l_anziana.../
Chiunque sia interessato ad approfondire l’argomento può contattare lo Studio Legale Avvocato Giovanni Franchi ai seguenti contatti:
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𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐬𝐚𝐯𝐞: 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐭𝐫𝐮𝐬𝐭 𝐝𝐚 𝟏,𝟏 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha comminato una sanzione complessiva di 1,1 milioni di euro all’e-commerce Farmasave, gestito da Farmacia Internazionale, per aver adottato due pratiche commerciali scorrette in violazione dei diritti dei consumatori:
- Comunicazioni ingannevoli sui tempi di consegna dei prodotti,
- Assistenza post-vendita gravemente carente e gestione inadeguata dei rimborsi.
Nel dettaglio, Farmasave ha pubblicizzato sul proprio sito web tempi di consegna rapidi (“2-5 giorni lavorativi”, “12-96 ore”) che non riflettevano la reale tempistica: l’azienda si riservava in realtà fino a 30 giorni per l’evasione degli ordini, senza trasparenza nei confronti dell’utente finale. Ciò ha indotto numerosi consumatori a concludere acquisti sulla base di aspettative ingiustificate.
Ancora più critica la fase post-vendita: l’Antitrust ha rilevato l’assenza di un servizio clienti efficace, con consumatori impossibilitati a ricevere informazioni, segnalare problemi o ottenere rimborsi. La gestione delle richieste è risultata del tutto inadeguata.
L’allarme di Konsumer Italia
Konsumer Italia ha ricevuto numerose segnalazioni tra il 2024 e il 2025, e negli ultimi mesi si registra un aumento esponenziale delle segnalazioni anche per il sito Farmaè. I consumatori lamentano:
- Mancata consegna di ordini (in tutto o in parte);
- Assenza di risposte, nonostante molteplici solleciti tramite email, telefono, WhatsApp o altri canali;
- Mancata restituzione delle somme pagate;
- Tempi di evasione molto più lunghi rispetto a quanto dichiarato;
- Nessun canale di assistenza attivo o efficace.
Continueremo a diffidare e mettere in mora Farmaè per tutti i cittadini che si rivolgeranno a noi, notificando la messa in mora anche all’Autorità. Se è un’altra sanzione che cercano la troveranno sicuramente.
Un consiglio per chi acquista online
Alla luce di quanto emerso, Konsumer Italia consiglia di scegliere metodi di pagamento protetti, come PayPal, che offre una tutela efficace per l’acquirente.
In caso di mancata consegna, PayPal consente di ottenere un rimborso completo nel giro di pochi giorni, anche in assenza di risposta da parte del venditore.
Konsumer Italia resta a disposizione per ricevere ulteriori segnalazioni e supportare i consumatori nella tutela dei propri diritti!
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